Come scegliere la giusta mascherina

Mini guida all’acquisto delle diverse tipologie di mascherine

 Infografica mascherine

Le mascherine di protezione si differenziano per tipologia, specifiche e in particolar modo per capacità filtrante; vi sono quelle di stoffa, quelle chirurgiche, le FFP1, le FFP2 e le FFP3 e da poco si sono aggiunti sul mercato anche i visori in plexiglass. Quale dobbiamo scegliere per garantire un’adeguata protezione delle vie aeree dalla trasmissione del nuovo Coronavirus?
 
Mascherine in tessuto
Le mascherine di stoffa sono la tipologia di mascherine meno protettive: in qualche modo trattengono le particelle virali emesse da una persona malata, ma proteggono poco in entrata così come in uscita.
Mascherina Chirurgica
La mascherina chirurgica non aderisce ai contorni del viso ma è in grado di limitare la diffusione nell’ambiente di particelle potenzialmente infettanti bloccando almeno il 95% dei virus in uscita ovvero verso l’esterno. In fase inspiratoria hanno una capacità filtrante del 20%, pertanto non proteggono chi le indossa dall’inalazione di particelle aeree di piccole dimensioni.  Le mascherine chirurgiche, per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 che prevede caratteristiche e metodi di prova, indicando i requisiti di: resistenza a schizzi liquidi, traspirabilità, efficienza di filtrazione batterica, pulizia da microbi.
Mascherine FFP1
In ordine di crescente protezione, dopo la mascherina chirurgica vi è la FFP1. Questo tipo di mascherine hanno un’efficacia filtrante del 72% sia in entrata che in uscita. Se dotata di valvola non ha una funzione filtrante in fase espiratoria: ciò significa che chi la indossa, qualora fosse positivo al Covid-19 o portatore sano, protegge se stesso ma non gli altri perché dalla valvola potrebbe uscire materiale infetto.
Mascherine FFP2
Rispetto alle FFP1 invece, le mascherine FFP2 hanno una capacità filtrante maggiore, sia verso l’esterno che verso l’interno, pari al 92%. Nel caso in cui siano dotate di valvola, benché consenta una migliore respirazione, la capacità di protezione verso l’esterno si riduce fino ad arrivare ad un massimo del 20%.
Mascherine FFP3
Sono le mascherine maggiormente protettive, utilizzate soprattutto in ambito medico, nei laboratori di analisi e anche dagli operatori sanitari che assistono individui infetti o potenzialmente infetti e personale di ricerca esposto ad alto rischio. Hanno una capacità filtrante di almeno il 98% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno di circa il 2%.
Visori in plexiglass
Sono dispositivi utili per proteggere le mucose degli occhi e quindi complementari alla mascherina perché non aderiscono al volto.
Corretto utilizzo e norme di sicurezza
Tutte le mascherine sono monouso, il che vuol dire che dovrebbero essere sostituite il più spesso possibile (o lavate nel caso di quelle di stoffa), compatibilmente a quanto le usiamo e a quali siano gli ambienti in cui le indossiamo. L’efficacia delle mascherine dipende moltissimo da come si indossano pertanto bisogna fare particolare attenzione ai bambini, che dovrebbero indossarle di una taglia adeguata al loro viso. Per un corretto utilizzo è importante non toccare la parte anteriore perché è la più contaminata e contaminante, pertanto vanno indossate e tolte toccando soltanto gli elastici. Le mascherine non sono soluzioni alternative al mantenere le distanze e al lavarsi spesso le mani, che restano misure fondamentali insieme all’utilizzo dei guanti.